I videogame: la nuova frontiera dell’apprendimento

Si sente spesso affermare che la soglia dell’attenzione delle nuove generazioni, immerse in un mondo digitale e sommerse da stimoli di ogni tipo, è destinata a ridursi sempre di più. Interconnessi e con un mondo racchiuso nei propri smartphone, i giovani della Generazione Z non sono più disattenti o meno intelligenti rispetto alle generazioni precedenti, semplicemente hanno bisogno di essere intercettati in modo diverso. Hanno bisogno di una didattica che stia al passo con i tempi, con i loro tempi, che sono poi i tempi della tecnologia, rapidi, mutevoli e potenzialmente senza limiti. Per tutti questi motivi l’idea di creare piattaforme videoludiche dedicate all’apprendimento è una strategia con infinite potenzialità da sfruttare.

Lo scenario

Secondo uno studio condotto dall’Università di Denver il ricorso a una “game based learning platform, ovvero a un modello d’insegnamento fondato sull’utilizzo dei videogiochi, permette agli studenti di acquisire ben l’11% in più di conoscenza concreta, il 14% in più di abilità basate sulle conoscenze appena apprese e favorisce la memorizzazione del 10% in più delle informazioni nel lungo periodo.

La strada della tecnologia e dei videogiochi per fini didattici può rivelarsi, dunque, un vero e proprio successo, andando a intercettare e conquistare quello spazio di attenzione necessario a immagazzinare le nozioni da apprendere; senza contare che i videogame godono di ampia popolarità presso la popolazione di ogni età. Questo risulta visibile dai recenti studi svolti a luglio 2020 da Euromedia Research e Multiplayer.it, che hanno evidenziato come l’81,4% degli Italiani abbia giocato a videogiochi almeno una volta negli ultimi sei mesi, dato sicuramente influenzato anche dalla attuale situazione pandemica che ci troviamo tutti a vivere. Maggior tempo da trascorrere chiusi in casa coincide inevitabilmente anche con una maggiore quantità di tempo libero da impiegare, anche giocando. 

Dal problem solving alla creatività: come acquisire nuove skill attraverso i videogame

Analizzando più da vicino i meccanismi legati al funzionamento dei videogame, possiamo notare aspetti molto interessanti e utili a trasmettere nuove competenze per quanto riguarda la didattica e l’apprendimento.

Il problem solving, per esempio, è una skill molto richiesta al giorno d’oggi e fondamentale per saper trovare soluzioni e risposte alle sfide quotidiane anche in ambito scolastico. Nelle dinamiche ricreate all’interno dei videogiochi, a partire da un insieme d’informazioni date, il giocatore deve procedere nelle avventure del gioco. L’utente è chiamato a risolvere rompicapi, rispondere a quiz e compiere scelte tra più opzioni per “passare al prossimo livello”. Ecco, allora che, giocando, si può acquisire la competenza di risolvere problemi più o meno complessi della vita quotidiana.

Un’altra caratteristica dei videogame è la possibilità di suscitare nel giocatore lo sviluppo del pensiero critico. La dinamica video ludica consistente nell’assumere il punto di vista di diversi personaggi induce l’utente, di volta in volta, a immedesimarsi nelle caratteristiche, forme, pregi e difetti di un altro soggetto, diverso da sé. L’immedesimazione con un alter ego virtuale può portare a identificare con maggior chiarezza i propri punti di forza e di debolezza, su cui dover lavorare.

É, poi, indubbio che i videogiochi hanno il grande pregio di stimolare la creatività dei gamer. La creazione di mondi paralleli, scenari mozzafiato, galassie sconosciute porta gli utenti a “viaggiare all’infinito” con la fantasia, senza contare che alcuni videogame si basano proprio sull’idea di far creare ai partecipanti intere ambientazioni (uno fra tutti Minecraft). 

Videogame e apprendimento: un binomio perfetto per FuturMakers

La scelta di utilizzare i videogame come metodo per l’apprendimento delle future generazioni racchiude, quindi, in sé molte potenzialità e può rivelarsi una strada di grande successo ed efficacia. Noi, con FuturMakers, abbiamo scelto di percorrere proprio questa strada.

FuturMakers, scuola di tecnologia di Synesthesia, nasce con l’obiettivo di appassionare e indirizzare le nuove generazioni a un utilizzo consapevole della tecnologia e di favorire l’apprendimento di quelle che sono le competenze del mondo del futuro. Non c’è, però, solamente la tecnologia al centro dei nostri corsi: per FuturMakers è fondamentale stimolare bambini e ragazzi affinché acquisiscano capacità di problem solving, creative thinking e team working. Videogiochi, tecnologia e apprendimento: una combinazione vincente per educare e potenziare nei bambini e nei ragazzi la curiosità e la voglia d’imparare.  

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